

LETTERA APERTA PER IL PRESIDENTE DEL "CONSORZIO FRA I LOTTISTI DI MARINA VELKA"
"Caro" Presidente,
sono una consorziata e sto vivendo con interesse quanto Lei, negli ultimi giorni, sta promuovendo e sostenendo, ma anche denigrando, come se fosse l'unico depositario delle difese e dei diritti non solo dei consorziati.
La "necessità" di redigere questa lettera aperta, è maturata alla visione di due delle tante iniziative che Lei ha preso, che mi hanno francamente lasciata basita e cioè:
1. dissociarsi da quanto messo in atto dal comitato costituitosi lo scorso 19 novembre (vedere L'ECO DELLA MAREMMA del 30.11.2005);
2. inviando a me ed a tutti i consorziati il documento redatto dal Consorzio il 25 novembre con nota del 29 novembre u.s.
Non si capisce perché si debba dissociare da quanto messo in atto dal Comitato posto che questo, mira a costringere le Autorità competenti a prendere le giuste iniziative affinché il problema della zona, presente da sempre, venga, una volta per tutte, risolto. Non è forse lo stesso interesse dei consorziati da Lei rappresentati? I componenti del Comitato, altri non sono che gli stessi consorziati. Questa considerazione non è forse la stessa considerazione che dovrebbe fare Lei? Da come reagisce, debbo dire di no. E' inaudito infatti l'accanimento con il quale condanna quanti, abbandonati a se stessi, senza alcuna comunicazione, impossibilitati a comunicare con il Consorzio (alluvionato come tutte le case delle quali sono proprietari), che non potevano accedere al comprensorio stante la giusta ordinanza dell'"amico" Giulivi, hanno inteso dare il loro contributo a quella che, doveva essere, la stessa finalità del Consorzio che pare sia il Suo.
L'elenco delle iniziative illustrate nel documento con dovizia di particolari, scontate quanto doverose, è "sospetto".
Mi consenta una serie di domande:
- Perché il tutto avviene dopo il 19 novembre 2005?
- Perché dopo il 5 dicembre 2004 le stesse comunicazioni non sono pervenute?
- Perché in oltre 11 mesi, tra una alluvione ed un'altra, non sono state indette le stesse "tavole rotonde" con gli organismi che oggi pare siano la soluzione dei problemi? Non si tratta forse degli stessi problemi?
- Perché il Consorzio, dopo l'alluvione del 2004, si è limitato a deliberare la spesa per la messa a punto delle strade consortili?
- Perché riparare le strade Consortili a nostre spese? Non è forse il Comune di Tarquinia che percepisce la nostra ICI a doverlo fare?
Quali sono i servizi a cui il Comune è tenuto? (per inciso, paghiamo la tassa per la raccolta dei rifiuti la stessa che paghiamo anche al Consorzio)
- Perché non si pone anche Lei le stesse domande?
Forse un perché c'è, e credo lo intuiscano anche gli altri consorziati. Forse, è tempo, che il Presidente ed i Consiglieri del Consorzio, comincino a meditare su come e quando dare le dimissioni dalle cariche delle quali sono stati investiti, dal momento che, è ormai palese, il Consorzio non ha più ragion d'essere. E' tempo che i consorziati comincino a valutare come sciogliere un organismo inutile, un organismo che serve solo a "qualcuno" diciamo ad apparire e, comunque, non ad essere.
Ho deciso di esprimere il mio parere in merito, dopo aver visto con quanto "veleno" e quanto "accanimento" il Presidente si rivolge a me ad agli altri consorziati rei di aver fatto i comuni interessi. Mi auspico possa servire quantomeno ad una riflessione perché, in un prossimo futuro, si possano prendere le più opportune decisioni senza le pressioni e, perché no, senza andare a "caccia delle deleghe" in occasione delle assemblee consortili e magari "creare" delle alternative al Consorzio stesso.
E' il mio pensiero e ho voluto pubblicamente condividerlo.
Distinti saluti.
Maria Caprio
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