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10 gennaio.
Riunione degli alluvionati presso i "Servizi sociali comunali e comprensoriali" del Comune di Tarquinia.

Il 10 gennaio, presso i "Servizi sociali comunali e comprensoriali" del Comune di Tarquinia, si è tenuta una riunione in merito ai contributi relativi alla recente alluvione.
A tale riunione sono state invitate e hanno partecipato le otto persone attualmente sfollate in due alberghi di Tarquinia. Per il Comune, erano presenti il geom. Giuseppe Luciani, responsabile del settore servizi tecnologici , la sig.ra Patrizia Maffei, responsabile del settore servizi sociali, e il sig. Franco De Cesaris , imprenditore edile. Era inoltre presente Elena Maria Scopelliti, presidente del "Comitato Marina Velka senza fango", che ha assistito alla riunione, sotto invito di uno degli sfollati.

Gli incaricati del Comune hanno spiegato ai presenti l'intenzione del Sindaco di "far fare i lavori di ristrutturazione" ad "una ditta di fiducia dell'amministrazione comunale, al fine di garantire una maggior celerità nell'effettuazione dei lavori garantendone contestualmente la qualità e l'economicità". Gli sfollati saranno comunque liberi di contattare altre ditte. La ditta del sig. De Cesaris si è attivata per fare i sopralluoghi nelle case, al fine di redigere il preventivo che riguarderà interventi come opere murarie, tinteggiatura e apposizione degli zoccoletti. Dopo che i lavori saranno finiti, gli sfollati dovranno lasciare gli alberghi.

Ma come faranno gli sfollati ad abitare in case con l'impianto elettrico saltato, l'impianto idraulico intasato, senza ne' cucina, ne' riscaldamento ? Oltretutto, pare sia intenzione del Sindaco far iniziare i lavori al più presto, ma come si potranno tinteggiare le pareti se i muri sono ancora impregnati di acqua?

Inoltre, i lavori dovranno essere pagati dagli alluvionati e, solo successivamente, verranno dati dei contributi il cui ammontare "sarà presumibilmente pari al 40% della spesa totale".
Quindi, se i lavori eventualmente rimborsabili sono solo quelli di muratura e affini, la cifra si aggirerebbe sui 1500/2000 € e la cifra che il Sindaco intende, prima o poi, rimborsare non supererebbe gli 800 €. Queste 800 € sono un contributo adeguato per coloro che non sono agiati e che devono rendere di nuovo abitabili le loro case? In queste case non c'è più nulla, oltre acqua e fango!

Prima che i partecipanti alla riunione si accomiatassero, è stato chiesto alla sig.ra Maffei, responsabile del settore servizi sociali del Comune di Tarquinia, se il Sindaco avesse dato disposizioni in merito all'erogazione di pasti caldi per gli sfollati che attualmente non possono cucinare nelle camere dell'albergo in quanto sono prive di cucine e ai quali, dal 1° gennaio, ovvero da 9 giorni, viene negato il vitto. Pare che, purtroppo il Sindaco non avesse comunicato nulla sull'argomento.
Poiché urge una risposta in tal senso, tale domanda sul vitto è stata posta ufficialmente al sig. Giuliani, in qualità di Sindaco. La richiesta è stata protocollata ed è firmata da Elena Maria Scopelliti, presidente del Comitato "Marina Velka senza fango", dal sig. Pier Gianni Fermi e dal sig. Daniele Pigliapoco, entrambi sfollati. I richiedenti attendono ansiosamente una risposta.

Elena Maria Scopelliti
(presidente del Comitato "Marina Velka senza fango")

  • 12 gennaio - "Sfollati, dopo i danni la beffa, Aiuti solo per il 40% di opere minori. E i pasti non sono più forniti". Leggi l'articolo da Il Tempo >>



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