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23 dicembre 2005.
A meno di un mese dall'ultima alluvione nel Comune di Tarquinia (la terza in meno di un anno) i cittadini si chiedono come mai non ci sia la Protezione Civile ad aiutarli. I cittadini si sono rimboccati le maniche per pulire le loro abitazioni, ma la situazione è ancora insostenibile.
Nei giorni immediatamente successivi alla terza alluvione ci sono stati degli interventi della Protezione Civile e dei Vigili del Fuoco, ma essi sono terminati prima che la situazione fosse risolta: sono ancora presenti cumuli di fango e di mobilia, nonchè ristagni d'acqua nelle strade e occlusioni negli impianti idrici. Come è emerso dagli ultimi incontri a cui hanno partecipato delle delegazioni del Comitato "Marina Velka senza fango", la Regione Lazio si è dimostrata più che disponibile a fornire risorse per fronteggiare l'emergenza, ma tali risorse devono essere richieste e coordinate dal Sindaco di Tarquinia. I cittadini si chiedono, quindi, quali siano gli interventi da lui previsti in tal senso. Per rispondere a queste legittime domande, l'avv. Ciarrocchi, responsabile della Commissione legale del Comitato "Marina Velka senza fango", ha inviato una lettera in cui si chiedono specifiche informazioni in merito agli interventi che il Comune intende adottare per le attività di Protezione Civile. La lettera è stata inviata all'attenzione del Comune e della Prefettura di Viterbo. I cittadini attendono speranzosi una tempestiva risposta del Sindaco, intanto, però, continuano ad essere soli con il fango e, per il secondo Natale di seguito, non potranno usufruire della legittima proprietà delle loro case.

Articolo comparso sul Messaggero (30 dicembre) >>



Informazioni sui compiti della Protezione Civile e sulle responsabilità degli Enti Locali
(Regione, Provincia e Comune) per la gestione delle emergenze. segue >>

Testo della lettera

Al COMUNE DI TARQUINIA
Gabinetto del Sindaco
Piazza G. Matteotti n. 6
RACC. A.R. 01016 TARQUINIA
ANTICIPATA VIA FAX

e p.c. ALLA PREFETTURA DI VITERBO U.T.G.
Piazza del Plebiscito n. 8
RACC. A.R. 01100 VITERBO

Oggetto: ATTIVITA' DI PROTEZIONE CIVILE IN MARINA VELCA - VOLTUNNA - PIAN DI SPILLE E TARQUINIA LIDO

Egregio Sindaco,
come a Lei noto, gli scriventi - a seguito dei ben noti eventi calamitosi degli scorsi mesi di novembre e dicembre c.a., che hanno portato all'inondazione degli abitati di cui in oggetto, - sia come singoli, sia organizzati in Comitato, di fatto denominato "Marina Velca senza Fango", si stanno attivando nei confronti delle Autorità Competenti per il perseguimento di alcuni obiettivi, tra cui quello della messa in sicurezza del Fiume Marta e del Torrente Torrone, nell'area di Marina Velca - Voltunna e Pian di Spille, e del Canale Scolo dei Giardini, nell'area di Tarquinia Lido. Tali obiettivi sono tendenti ad una miglior salvaguardia dei propri diritti affinché eventi calamitosi, quali quelli testé indicati, non abbiano per il futuro più a ripetersi ed affinché l'attuale situazione di emergenza venga gestita nel miglior modo possibile.
In tale ottica di obiettivi, gli esponenti - in quanto soggetti direttamente interessati - sono con la presente - che viene inviata per conoscenza alla Prefettura competente per territorio - a richiedere specifiche informazioni in merito agli interventi che, nell'immediato, Codesto Comune intenda adottare per specifiche attività di Protezione Civile.
Tutto ciò,
- considerati gli ultimi stanziamenti da parte della Regione Lazio di € 50.000,00 circa di cui risulta beneficiario Codesto Comune per interventi di Protezione Civile;
- considerati gli elevati rischi di ulteriori prossime esondazioni dei corsi d'acqua, meglio sopra individuati, con gravissime conseguenze per gli abitati di Marina Velca - loc. Voltunna e Pian di Spille e Tarquinia Lido;
- considerato l'attuale stato delle medesime aree, interessato da accumuli di fango di risulta e di suppellettili varie di notevole ingombro;
- considerato che l'intero sistema idrico presenta occlusioni di vario genere e natura. Ciò alla luce del fatto che il coordinamento di Protezione Civile - in occasione delle ultime alluvioni - ha presentato più aspetti critici ed inoltre l'attività preventiva nel corso degli anni è parsa gravemente carente. Tali richieste scaturiscono dalla non secondaria riflessione secondo cui l'art. 12 della legge 3 agosto 1999 n. 265 ha sancito definitivamente il dovere esclusivo del Sindaco di informare

tempestivamente la popolazione sulle situazioni di pericolo o comunque connesse con le esigenze di protezione civile. Il ruolo del Sindaco, infatti, comporta doveri di informazione, avendo questi l'obbligo di portare a conoscenza il Prefetto di qualsiasi accadimento che possa interessare la sicurezza, la sanità e l'incolumità delle popolazioni e dei cittadini. E' peraltro noto che, dall'esame coordinato delle disposizioni scaturisce una attività di protezione civile non solo per la gestione delle emergenze, ma per un servizio erogato in modo stabile, continuativo e diffuso ai cittadini, che non si limiti agli interventi urgenti, seppur fondamentali del Sindaco quale Ufficiale di Governo x art. 54 T.U.E.L. - D. lgs.vo 18 agosto 2000, n. 267, bensì come erogatore, attraverso una struttura organizzativa, di servizi resi in modo organico e senza soluzione di continuità, con la consapevolezza che il servizio da erogare sul territorio vada ricostruito ponendo in primo piano i bisogni dei cittadini.

Alla luce di quanto precede, certi di una Sua pronta risposta, inviamo i nostri migliori saluti.

Elena Maria Scopelliti
Avv. Claudio Ciarrocchi
Avv. Emanuela Muller
Avv. Gianluca Del Papa
Sig. Stefano Corsanici



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