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24/03/06. Lettera del sig. Massimo Gianforte.

Gentile D.ssa SCOPELLITI,
sono Alessandro Gianforte residente (ormai da più di un anno solo anagraficamente) in Marina Velka, località Torrente del Torrone n.151, di professione Maresciallo dei Carabinieri. Nel 1994 ho acquistato quella piccola abitazione,circa 50 metri quadrati, interamente al piano terra a seguito della mia passione per il mare e soprattutto per combattere una fastidiosa allergia ai pollini. All'atto dell'acquisto ero completamente allo scuro della minaccia che gravava sul bellissimo comprensorio del Consorzio Voltunna. Non potevo immaginare che irresponsabili Amministratori avevano autorizzato la costruzione di un complesso abitativo nel letto naturale di un fiume.

Dopo la prima alluvione del dicembre 2004 io, come la maggior parte dei lottisti, spalando nel fango e sostenendo innumerevoli spese ho cercato perlomeno di rendere nuovamente abitabile la mia casa nella speranza che come rassicurato dalle Autorità competenti, il Consorzio sarebbe stato messo finalmente in sicurezza. Il 15 novembre 2005, invece, una pioggia di poche ore vanificava del tutto gli sforzi compiuti distruggendo in un attimo l'intero consorzio e per fortuna risparmiando la vita (a mio parere per circostanze fortunate) degli sfortunati abitanti. Attraverso l'email da Lei inviatami in data 22 u.s., (sono membro anche io del Comitato Marina Velka) ho appreso con grande rammarico che per questioni burocratiche il progetto di arginatura della zona è stato sospeso e procrastinato non si sa a quale data.

Ma dove sono finiti i fondi stanziati? Non era stato proclamato lo stato di emergenza?
Ora cosa dobbiamo fare? Facciamo nuovamente arricchire i vari mobilifici della zona? I vari muratori, pittori, giardinieri ( con tutto il rispetto per la loro professione) in attesa della prossima alluvione autunnale?
Io personalmente non lo faro'..questa volta saro' costretto a chiudere la porta ed emigrare a casa dei miei in attesa di certezze. Non abbiamo ricevuto un centesimo di risarcimento, non posso certo permettermi di ricomprare una cucina una camera da letto ecc. con il rischio di qui a poco di ritrovarmi senza niente.

Certo è difficile credere che ai giorni nostri, dove vengono realizzate opere inimmaginabili, dove in tante città e paesi si vive al sicuro nonostante la vicinanza di grandi fiumi, un piccolo emissario del lago di Bolsena possa mettere in ginocchio un intero comprensorio. In Olanda , grazie ad imponenti opere di bonifica si vive al sicuro sotto il livello del mare. Non bisogna essere esperti del settore per ritenere che se nella stagione estiva fosse stato effettuato, con cadenza annuale, un semplice intervento di "dragatura" del letto del fiume tutto cio' non sarebbe successo.

Dottoressa ma questi signori hanno capito che a Marina Velka c'è da affrontare una vera e propria emergenza? Qui stiamo parlando di SICUREZZA PUBBLICA, non c'è una strada da asfaltare ho una spiaggia da sistemare, c'è in gioco l'incolumità della gente. IL 15 novembre 2005 in alcuni punti del Consorzio l'acqua ha sfiorato i due metri!
Immagini se questo fenomeno si verificasse in un periodo dove il Voltunna è pieno di bambini, anziani o gente con difficoltà di deambulazione.

Da quello che ho potuto constatare in questi mesi il "Comitato Marina Velka senza Fango" è composto da professionisti qualificati, ha vasta eco sulla stampa locale. Siamo in possesso di filmati, foto, perizie, sottoscriviamo tutti un nuovo esposto-denuncia diretto al Procuratore della Repubblica competente ma anche al Prefetto di Viterbo quale Autorità Provinciale di Pubblica Sicurezza. Dobbiamo pretendere l'immediata bonifica della zona. Secondo me l'autorità preposta alla sicurezza, in caso di pericolo per l'incolumità pubblica puo' intimare, con atti straordinari, l'immediata esecuzione delle opere necessarie al ripristino della normalità.

Nel ringraziarLa per l'opera fin ora compiuta La saluto cordialmente.

Alessandro Gianforte

24 Mar 2006


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