

4.12.05 - Lettera aperta al Presidente Torricelli - Marina Velca
Caro Presidente, dalla Sua del 29.11.05 abbiamo appreso con piacere che anche Lei, dopo le recenti alluvioni, ha intrapreso alcune iniziative a favore del Consorzio. Vogliamo comunque rappresentarle le nostre personali considerazioni su aspetti che sembrano da Lei trascurati o minimizzati.
E' evidente che Il Comitato "Marina Velca Senza Fango" è sorto come reazione spontanea, in conseguenza di una più che sacrosanta indignazione per l'inerzia, l'inefficienza e l'indifferenza finora dimostrata dalle autorità preposte alla salvaguardia del territorio e dei suoi abitanti. Come spesso accade, certi movimenti sorgono per colmare un vuoto, in questo caso costituito dall'assenza di qualsiasi voce di protesta da parte del CdA del Consorzio, il quale, come Lei ci ricorda, si è limitato a lettere, incontri, accordi e via dicendo. Soltanto durante la manifestazione del 20.11.05 hanno aderito al Comitato circa 200 consorziati (tra cui i sottoscritti) dimostrando una presenza alla manifestazione che è andata ben oltre la "settantina" di poveri cristi da Lei indicati alla stampa.
Forse a Lei interessa più il Consorzio che i consorziati. Infatti notiamo che, nel Suo elenco di azioni fatte, non vi è alcuna richiesta di indennizzo per i danni subiti dalle singole abitazioni, ne alcuna critica all'operato delle autorità comunali. Eppure bastava ascoltare i discorsi dei suoi consorziati per trovare diverse motivazioni:
1) Dopo l'alluvione del 2004 il Comune ci ha lasciato soli a spalare il fango e a realizzare le opere di ripristino delle strade, delle fogne, della spiaggia ecc. affermando che non poteva intervenire in quanto il Consorzio è privato. Come se i consorziati non pagassero le tasse come tutti gli altri cittadini. Sono forse dei privilegiati perché pagano in più anche il Consorzio per opere che normalmente vengono realizzate dai Comuni?
2) Il Comune ha preteso, contro ogni nostra richiesta, il pagamento intero dell'ICI e della TARSU senza fare alcuno sconto di fronte a questa calamità. Lo stesso sembra voglia fare anche in questa occasione. Atteggiamento a dir poco deplorevole considerato che l'evento è dovuto soprattutto all'inerzia di chi doveva operare per evitarlo. Solo per le tasse ci si ricorda che Marina Velca è territorio comunale?
3) Da parte del Comune non risultano (saremmo lieti di una smentita) energiche prese di posizione verso le autorità competenti, atte a sollecitare gli interventi necessari per la salvaguardia del proprio territorio e per i quali erano già disponibili diversi milioni di Euro. Dobbiamo ringraziare i Vigili del fuoco e i volontari della Protezione Civile per gli interventi a sostegno dei cittadini di Marina Velca.
4) Cosa dire dell'umanità dimostrata verso gli sfollati di Marina Velca, i quali senza casa e senza lavoro sono stati lasciati anche senza viveri?
Qualcuno comincia a pensare che, nella disgrazia generale di una alluvione, Il Consorzio di Marina Velca rappresenta una manna per il Comune, non una calamità. Certamente produce ricchezza. Pensate all'indotto, al lavoro portato a muratori, pittori, idraulici, elettricisti ecc. e a quanti arredi, suppellettili ed altro dovranno essere acquistati e riacquistati. Tutto a spese di quei disgraziati di privati cittadini che hanno casa a Marina Velca.
Caro Presidente se questi motivi non Le sembrano sufficienti a farle salire il sangue alla testa siamo spiacenti per Lei. Se la nostra ira non è condivisa dal nostro Presidente, che al contrario ci contrasta, vuol dire che avremo un altro motivo per essere indignati.
In altre occasioni lo abbiamo sostenuto, ma in questa, dove avremmo gradito il suo aiuto, Lei ce lo nega. Solo sostenendoci potrà riacquistare la fiducia che avevamo in Lei.
Carlo Sonego
Lucia Sonego
Questo sito è aperto al contributo di tutti. Chiunque può inviare articoli e documenti.
I contributi inviati a
marinavelkasenzafango@yahoo.it saranno pubblicati il più velocemente possibile.